🆘 I compiti del Digital PR: dal comunicato stampa al digital content

Scrivere un contenuto interessante e diffonderlo nel migliore dei modi è una delle principali mansioni di un comunicatore, di un PR, di un addetto stampa e lo ancora di più nella loro evoluzione: il Digital PR.

Nelle attività tradizionali, una volta redatto il documento contenente il messaggio che si vuole veicolare, nella versione comunicato stampa, questo viene spedito al più alto numero di giornalisti in rubrica affinché la cura della reale diffusione sia affidata a loro, rinforzando il tutto con un’attività di media relation con contatti via e-mail o telefono o da incontri vis-à-vis.

Pubbliche Relazioni, Stampa, Social Media

Stampa e Social Media, entrambi correlati alle Pubbliche Relazioni

Con l’avvento del web e la presenza sempre più capillare di notizie diffuse da siti giornalistici e da blog, il modo di operare di un addetto alle pubbliche relazioni non è cambiato di molto, al massimo si è allargato il giro dei contatti, e da rubriche contenenti solo giornalisti stampa, sono stati inseriti anche giornalisti web e blogger, ma il metodo di interrelazione è rimasto lo stesso: io comunico, lui informa.

Oggi, però, nell’era del web 2.0, un comunicatore moderno, un Digital PR, sa che questo non è più sufficiente in quanto, se il proprio compito rimane sempre quello di provvedere alla massima diffusione di un determinato contenuto per migliorare la visibilità di un’azienda o di un prodotto, sono necessari approcci innovativi per via della natura intrinseca dei nuovi media, ove il comunicatore diviene anche lui “informatore”.

Ma quali sono questi ulteriori media? Blog aziendali e personali, ma soprattutto Social Media, sia pagine aziendali che profili personali. Sì, perché se da una parte c’è l’azienda, dall’altra lo stesso Digital PR diviene il primo ambassador della stessa, e deve essere in grado di coinvolgere attivamente in prima persona, come per la comunicazione tradizionale, tutti gli stakeholder e i possibili influencer.

Di solito, quello che viene effettuato dopo aver diffuso il comunicato alla propria lista di giornalisti/blogger in rubrica, è la pubblicazione dello stesso nel sito aziendale e la ripresa con i link nei vari social media aziendali, su tutti Facebook, Twitter e LinkedIn.

Ma questo è solo il primo passo, e chi vi si ferma probabilmente non ha ben compreso la potenzialità della diffusione del web e dei social media.twittalo

Si dovrà quindi passare all’adozione di molteplici varianti dello stesso messaggio, che, da meramente testuale come per il comunicato stampa, si deve dotare di variegate modalità sia multimediali, a seconda del media dove verrà pubblicato, sia interattive, in funzione dalla correlazione che il pubblico di tale media adotterà per una sua partecipazione attiva nello stesso.

Quindi, se il comunicato stampa ha il compito di essere un documento redatto affinché un giornalista vi possa attingere delle informazioni di base per poi scrivere un articolo, magari ricontattando l’addetto stampa per ulteriori dettagli, effettuare interviste, ecc., lo stesso comunicato dovrà essere rivisto, per poi divenire molteplici oggetti.

Quale social media scelgo? Difficile scelta, ma la risposta è sempre nel pubblico di riferimento.

Quale social media? Difficile scelta, ma la risposta è sempre nel pubblico di riferimento.

Così il Digital PR diviene ideatore di contenuti multimediali ed interattivi e la sua opera di ingegno diviene sempre più sofisticata, perché rielaborare un messaggio ed adattarlo per un Tweet, un post Facebook, una foto su Instagram, un post su un Blog o un video su YouTube non è affatto cosa semplice, anche perché questi elencati sono solo degli esempi che si possono estendere alla creazione di apposite APP o eBook, ad adattamenti testuali per la native advertising, oppure alle infografiche, questionari, sondaggi, games, suonerie, sfondi e gadget multimediali di ogni genere.

Con così tanti diversi tipi di contenuti disponibili, la domanda che sorge spontanea è quale contenuto adottare, perché è chiaro che non si possono utilizzare tutti, come non è il caso di pubblicare su tutti i social media possibili, ma la regola, sia nella comunicazione tradizionale che nelle Digital PR, rimane sempre la stessa: il punto di partenza della strategia di un piano di comunicazione sta nella scelta del proprio pubblico di riferimento.

Enzo Rimedio

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