Un campanello di allarme

A settembre avevo trattato nell’articolo “L’ufficio fotocopie è in fondo a destra” il tema dell’utilizzo/sfruttamento erroneo della rassegna stampa raccontando di un’amministrazione pubblica locale che, favorendo l’utilizzo della rassegna stessa, sfavoriva l’acquisto dei giornali.

Oggi mi trovo, invece, a raccontare dello stesso tema ma del punto di vista contrario: un’amministrazione pubblica locale che annulla il contratto per la fornitura della rassegna stampa da parte di un operatore specializzato, portando all’interno la produzione della stessa.

Fin qui nulla da eccepire, anche altri enti si fanno la rassegna in casa, e se non vogliono più terziarizzare il servizio è giustissimo che siano liberi di farlo.

Il fatto da analizzare però è il motivo per il quale il Comune di Desenzano del Garda, l’Amministrazione in questione, ha rinunciato al servizio di rassegna stampa: le pressanti richieste da parte della FIEG di non pubblicare rassegne stampa in chiaro nei portali delle PA.

Leggendo gli articoli del Giornale di Brescia e di BresciaOggi, infatti, si evince la nota dell’Ente Pubblico che parla della “sospensione a partire dal 2015 dovuta alle pressanti richieste della FIEG che, a tutela del diritto d’autore, ha diffidato il Comune a diffondere all’esterno la rassegna” e della relativa scelta dello stesso che “dopo aver valutato la situazione ha deciso di sospendere il servizio” in quanto “l’alternativa era rappresentata dalla prosecuzione del servizio, ma con accesso limitato al personale interno all’ente e non più ai cittadini” ed inoltre “La pubblicazione, per quanto utile e apprezzata, non fa parte dei servizi istituzionali del Comune. D’ora in poi, risparmiando circa 11.500 euro ogni anno, la rassegna stampa locale sarà realizzata (e diffusa) solo nei canali comunali interni”.

La situazione quindi è questa: un ente pubblico si fornisce di un servizio di rassegna stampa, che “non fa parte dei servizi istituzionali dello stesso”, pubblica gli articoli favorendone la lettura ai cittadini e quando la FIEG gli comunica che non deve più pubblicarli in chiaro, non sospende la pubblicazione al pubblico, bensì decide di sospendere totalmente del servizio.

Una situazione del genere, per aspetti differenti ma simili nello stesso tempo, era capitata diversi mesi fa con la rassegna stampa di un Garante d’eccezione proprio su questi temi del diritto d’autore, ovvero l’AGCOM, che alla fine decise lo stesso di farsi la rassegna in casa. Per chi è interessato può leggere qui uno dei tanti articoli sul caso.

Parlando più volte con i rappresentanti della FIEG, sul tema del diritto d’autore, è sempre emerso che l’ultima cosa che vogliono è far regredire il mercato della rassegna stampa, se non altro perché la licenza ARS, quella che permette alle agenzie il diritto di riproduzione, prevede un compenso in percentuale sul fatturato delle stesse.

Pertanto l’intento della FIEG è solamente quello di tutelare i loro rappresentati (gli editori), ma queste conseguenti situazioni che vi ho descritto sono comunque un campanello di allarme per il settore.

Enzo Rimedio

 

2 thoughts on “Un campanello di allarme

  1. Va detto però, ad onor del vero, che FIEG ha in pancia una licenza ARS “allargata”, per la diffusione dei contenuti editoriali correttamente gestiti all’interno del canale PROMOPRESS.
    Tale licenza consentirebbe agli Enti Pubblici, così come alle aziende di ripubblicare i contenuti a fini istituzionali. Il problema è che la “gestazione” di questa licenza sta superando quella dell’elefante africano che in media impiega 640 giorni…
    Se Fieg non vuole far regredire il mercato, forse dovrebbe darsi una mossa…

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