Report The Eye of Journalists on PR - Mediaddress - SOS Digital PRReport The Eye of Journalists on PR - Mediaddress

La recente ricerca “The Eye of Journalists on PR” condotta da Mediaddress offre spunti di riflessione molto interessanti sullo stato dell’arte delle relazioni tra giornalisti e uffici stampa in Italia e in Europa. I risultati, basati su un ampio campione di oltre 750 giornalisti, fotografano un momento di transizione per il settore, in bilico tra prassi consolidate e le sfide poste dall’innovazione tecnologica.

Partiamo dai punti fermi. Nonostante la proliferazione di nuovi canali e strumenti digitali, il comunicato stampa si conferma uno strumento chiave per veicolare informazioni ai media. Tre giornalisti su quattro lo considerano infatti ancora una fonte autorevole. Allo stesso modo, la cara vecchia email rimane il canale privilegiato attraverso cui i giornalisti preferiscono essere contattati dagli uffici stampa (94%).

Tuttavia, emergono diverse criticità che compromettono l’efficacia di questi strumenti “tradizionali”. In primis, il problema della targetizzazione: ben l’80% dei giornalisti ritiene che più della metà dei comunicati ricevuti siano inutili o fuori target. Una mole di informazioni poco rilevanti che rischia di generare rumore di fondo, rendendo più difficile individuare i contenuti davvero pertinenti.

A questo si aggiunge un problema di qualità dei comunicati stessi: il 90% dei giornalisti trova utile meno della metà di quelli che legge. Tra le principali cause di insoddisfazione vengono citati titoli clickbait (55%), informazioni incomplete (65%) e uno stile eccessivamente promozionale (42%). Insomma, non basta più “spammare” le redazioni, servono contenuti mirati, ben fatti e di reale valore giornalistico.

D’altra parte, colpiscono alcune “sviste” davvero difficili da comprendere da parte degli uffici stampa: il 22% dei giornalisti lamenta addirittura l’assenza dei contatti dell’azienda nei comunicati e l’11% l’assenza del link al sito web. Segno che c’è ancora molto lavoro da fare sugli aspetti basilari.

Un terreno su cui le media relations sono chiamate a evolversi è sicuramente quello degli strumenti e dei formati a supporto dei comunicati. Oltre a foto (51%), press kit (14%) e video (10%), il 39% dei giornalisti gradirebbe un link a un’area download dove trovare tutti i materiali. Un’esigenza di praticità che gli uffici stampa dovrebbero tenere in grande considerazione.

In più, dalla ricerca traspare un forte interesse verso strumenti “aggregatori” che consentano di accentrare e organizzare in modo intelligente le informazioni. Il 61% dei rispondenti vorrebbe un archivio centralizzato con tutti i comunicati di aziende ed enti, in grado di suggerire i contenuti più rilevanti. Ancora di più (79%) gradirebbero un database sempre aggiornato con i contatti degli uffici stampa.

Insomma dei digital tools che aiutino a gestire il sovraccarico informativo e favorire un approccio più mirato e collaborativo tra giornalisti e uffici stampa. Non più un mero invio a senso unico, ma un ecosistema integrato che faciliti il lavoro di entrambe le parti.

In questo scenario si inserisce prepotentemente l’intelligenza artificiale, destinata a rivoluzionare molti aspetti del lavoro giornalistico e delle PR. Attualmente c’è una spaccatura quasi perfetta: il 53% dei giornalisti ha poca o nessuna dimestichezza con l’AI, mentre il resto la utilizza in vari modi, dalla raccolta dati (24%) alla scrittura automatizzata (16%). Una dicotomia trasversale alle fasce d’età.

Le potenzialità dell’AI suscitano grandi aspettative, ad esempio per velocizzare l’analisi di grandi moli di dati (52%) o l’attività di scrittura (42%). Ma non mancano i timori legati a possibili distorsioni (74%), perdita di autenticità (70%), questioni etiche (53%) e impatti occupazionali (62%). Preoccupazioni legittime che richiedono un approccio critico e consapevole.

La ricerca di Mediaddress traccia la rotta per le media relations del futuro. Da un lato rimarca l’importanza di curare le basi, puntando su comunicati mirati, completi e di qualità. Dall’altro proietta verso un ecosistema più integrato e “intelligente”, in cui email e comunicati si sposano con piattaforme collaborative basate su AI.

Una sfida impegnativa, che richiede di evolvere strumenti e mentalità. Ma anche un’opportunità per rendere la relazione tra giornalisti e uffici stampa più efficiente, produttiva e soddisfacente per entrambi. Chi saprà coglierla, facendo proprie le istanze emerse dalla ricerca, potrà sicuramente fare la differenza nel nuovo panorama del giornalismo e delle PR.

 

Enzo Rimedio

Di Enzo Rimedio

Esperto in comunicazione digitale, giornalista, associato FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), PRSA (Public Relations Society of America), AISM (Associazione Italiana Sviluppo Marketing), SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori). Autore del libro “Digital PR”. Mi occupo di consulenza strategica e di innovazione, digital PR, digital marketing, media relations, media intelligence, web reputation, digital content. Racconto le mie esperienze nel blog SOS Digital PR. Sono responsabile della comunicazione digitale di Miss Italia e ricopro ruoli analoghi per diverse altre aziende. Ho fondato Digitalk PR, studio specializzato in digital communication, e sono partner di alcune agenzie di comunicazione e media intelligence. Insegno, e ho insegnato, in scuole di specializzazione e università. Sono personal consultant di blogger e social influencer. Negli ultimi anni ho presenziato in qualità di speaker ai seguenti eventi: Social Media Summit, Digital Innovation Days, IAB Forum, SMAU, Forum della Comunicazione, Deegito, Social Media Strategies, FERPI conference, Assemblea Annuale ANCI.