Il conto alla rovescia è iniziato: dal 4 al 6 giugno, BolognaFiere si prepara ad accogliere il WMF – We Make Future, un evento che si autodefinisce “la più grande fiera internazionale sull’intelligenza artificiale, la tecnologia e l’innovazione digitale”. Ma al di là dei numeri imponenti – oltre 1.000 speaker, 90 palchi, delegazioni da 43 Paesi e più di 700 espositori – cosa rappresenta realmente il WMF per chi opera quotidianamente nel mondo della comunicazione e del marketing digitale? È solo un’altra grande kermesse o un’occasione per una riflessione più profonda sulle trasformazioni in atto?
L’edizione 2025 promette un’immersione totale nelle “innovazioni globali che plasmeranno il business del futuro”. Per i professionisti del settore, questo si traduce nella necessità impellente di non subire passivamente il cambiamento, ma di comprenderlo, anticiparlo e, possibilmente, guidarlo. L’Intelligenza Artificiale è, senza dubbio, la protagonista annunciata. Con ben 10 stage verticali dedicati – da “AI Agents” a “Generative AI”, passando per “AI Marketing” ed “Ethics & AI” – il WMF si propone come un hub formativo di prim’ordine. La presenza di figure come John Wesley di Nvidia, Luc Julia (co-creatore di Siri) e Andreas Horn di IBM, accanto a rappresentanti di Google e Microsoft, suggerisce un focus sulle applicazioni concrete e sulle direzioni strategiche che l’IA sta intraprendendo.
Interessante, a tal proposito, la riflessione di Monica Orsino, Sn Learning and Development Consultant di Microsoft, che definisce il 2023 come “l’anno del wow” per l’IA generativa, il 2024 come “l’anno del how” (come implementarla) e il 2025 come “l’anno del now”, quello dell’applicazione reale e diffusa. Per i marketer e i comunicatori, questo “now” significa confrontarsi con “brand agents” capaci di dialogare con altri sistemi AI e con la possibilità di costruire “Copilot unit” su misura per le proprie organizzazioni. Si tratta di strumenti potenti, che richiedono però nuove competenze e una visione strategica per essere integrati efficacemente nei processi aziendali e nelle campagne di comunicazione.
Tuttavia, il WMF vuole andare oltre la pura celebrazione tecnologica. Le parole del Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, invitano a una riflessione critica: “valorizzare la tecnologia significa anche valorizzare le persone”, e sollevano la questione cruciale delle risorse energetiche e materiali consumate dall’IA. Questo spunto è fondamentale per i comunicatori, chiamati sempre più a costruire narrazioni autentiche e responsabili, che tengano conto dell’impatto sociale e ambientale delle tecnologie che promuovono o utilizzano. Il tema della sostenibilità, dell’inclusione e dell’equità, evocato come filo conduttore dell’evento, dovrà trovare concretezza nei dibattiti e nelle proposte.
Un altro aspetto di grande rilevanza per il target di riferimento è l’ampio spazio dedicato alla formazione e all’aggiornamento. I 90 stage formativi e gli oltre 1.000 esperti da tutto il mondo rappresentano un’opportunità per colmare quel gap di competenze che l’evoluzione rapidissima del digitale inevitabilmente crea. Stage su SEO, Advertising, Social Media Strategies, Content Marketing (con la sociolinguista Vera Gheno), UX/UI Design e Cybersecurity sono pane quotidiano per chi lavora nel settore, e la possibilità di confrontarsi con best practice internazionali è un valore aggiunto non trascurabile.
Il Creators Fest, con figure come Marcello Ascani e Flavia Carlini, accende i riflettori su un ecosistema, quello dei content creator, che è ormai parte integrante delle strategie di marketing e comunicazione di molte aziende. Comprendere le dinamiche, i linguaggi e le metriche di questo mondo è essenziale per chi vuole raggiungere pubblici sempre più frammentati e attenti all’autenticità.
Infine, la dimensione di “villaggio globale” e “piattaforma abilitante” descritta da Cosmano Lombardo, ideatore del WMF, e la presenza massiccia di startup, VC e fondi di investimento (con nomi come SoftBank e delegazioni da decine di Paesi) offrono un terreno fertile per il networking e per intercettare le tendenze emergenti prima che diventino mainstream. L’Innovation Night e la Special Dinner al Tecnopolo di Bologna sono pensate proprio per facilitare questi incontri.
Il WMF 2025 si presenta non solo come una vetrina delle ultime meraviglie tecnologiche, ma come un potenziale laboratorio di idee e un osservatorio privilegiato sulle dinamiche che stanno ridefinendo il business e, di conseguenza, i modi di comunicarlo e promuoverlo. Per i comunicatori e i marketer digitali, l’invito implicito non è solo quello di partecipare, ma di farlo con spirito critico e proattivo, cercando non solo soluzioni pronte all’uso, ma anche ispirazione per costruire un futuro digitale più consapevole e, come auspica l’evento stesso, “sostenibile, inclusivo ed equo”. Sarà interessante vedere come questi propositi si tradurranno nei tre giorni di Bologna, e quali spunti concreti i professionisti potranno portare a casa per affrontare le sfide del “now”.
Enzo Rimedio
