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Leadership informale: farsi avanti sul lavoro e creare opportunità

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Come avere un impatto positivo su relazioni e luoghi di lavoro

Non serve essere a capo di un’azienda per acquisire doti di leadership, anzi: la capacità di guidare, ispirare e motivare gli altri è una competenza essenziale anche per i dipendenti, a qualsiasi livello gerarchico e in qualsiasi settore. La leadership informale è una qualità necessaria – e anche molto richiesta in alcune aziende – che offre diverse occasioni per influenzare positivamente il team e crescere come professionisti, a maggior ragione quando si è professionisti della comunicazione.

Investire tempo, ed eventualmente anche denaro, per formare il pensiero strategico ed esercitare soft skill come la comunicazione efficace, il problem solving e il talento nel costruire relazioni, è una scelta che ripaga sotto molti aspetti. Prima di tutto, migliora le performance individuali; in secondo luogo permette di ottenere supporto e coinvolgimento dai colleghi; e infine consente di costruire solide basi per ruoli futuri grazie alla pratica anticipata di competenze fondamentali.

Una mentalità da leader si traduce anche in un impatto duraturo e perfino nella ridefinizione di interi settori. Non è certo facile né è qualcosa che si può fare dall’oggi al domani, ma esercitare la propria leadership, all’interno di un team ma anche in diversi contesti in cui la comunicazione è al centro, può consentire non solo, nei casi più fortunati, di dare una svolta alla propria carriera in generale ma anche di svolgere in modo più proficuo il lavoro quotidiano, sia personale che dei collaboratori.

COME SVILUPPARE MENTALITÀ E COMPORTAMENTO DA LEADER

Prendere iniziativa nelle situazioni adatte

È importante partire con un concetto fondamentale: ogni giornata lavorativa offre potenziali occasioni per esercitare la leadership. Che si tratti di guidare un progetto, gestire incombenze o semplicemente supportare un collega in difficoltà, le possibilità sono ovunque. Ma come scegliere quelle giuste?

Diventare (o trovare) un mentore

Una volta individuate le situazioni giuste per fare la differenza, un passo successivo potrebbe essere quello di rafforzare il proprio ruolo attraverso il mentoring. Si può cercare un mentore o diventarlo per qualcun altro, senza particolari formalità: per creare una relazione “mentore-allievo”, spesso basta fare domande specifiche, offrirsi per dare supporto a un progetto (come fece a suo tempo la sottoscritta) mettere in pratica consigli ed essere aperti ai feedback. In qualità di mentore, invece, si può condividere il proprio sapere e trucchi del mestiere ma quel che conta è proprio l’affinamento della capacità di leadership nei confronti di qualcuno meno esperto.

Scoprire in cosa si è “leader”

Essere leader non dipende dalla posizione occupata o dall’aspetto, ma da come si agisce in determinate situazioni.

Non esiste, infatti, un profilo ideale per la leadership: si può essere ottimi ascoltatori, oppure così estroversi e determinati da essere in grado di motivare e ispirare gli altri. La chiave è identificare i propri punti di forza e utilizzarli come fondamenta: capacità organizzative, profonda esperienza in un ruolo, ma anche pensiero innovativo, capacità di fornire feedback costruttivi o empatia nei momenti critici… ogni scelta o azione quotidiana contribuisce alla costruzione del proprio io, dei proprio valori e dell’ambiente che ci circonda.

Ascoltare e aggiungere valore

L’ascolto consapevole è fondamentale per una leadership efficace, ancora di più nel settore della comunicazione. Ciò significa eliminare distrazioni fisiche e mentali e concentrarsi sull’interlocutore in ogni suo aspetto: da quelli più espliciti, come le sue parole e il suo tono di voce, a quelli meno evidenti come il linguaggio del corpo e le sfumature emotive.

Per dimostrare un coinvolgimento attivo è utile ripetere i punti salienti, porre domande chiarificatrici, così da poter rispondere e parlare in modo mirato e utile.

Situazioni come le riunioni o eventi di networking e perfino attività come interviste e colloqui, possono essere il contesto ideale per cercare di aggiungere valore: presentarsi avendo chiaro l’ordine del giorno, con punti e obiettivi che ci riguardano prestabiliti, e intervenire con contributi rilevanti e strategici aumenta la percezione di leadership, anche se non si è alla guida della riunione stessa.

Stabilire aspettative e adattarsi al cambiamento

Per guidare senza autorità formale, serve innanzitutto chiarezza di intenti e sui risultati. Cosa si vuole ottenere, in che modo e in quanto tempo? Le aspettative vanno collegato a questi obiettivi e il comportamento da assumere cambia in base a questi fattori.

Una volta stabiliti, sarà evidente anche l’eventuale necessità di cambiamento di alcuni parametri, metodi o approcci. Questo è inevitabile e spesso temuto ma una leadership informale efficace mostra entusiasmo per gli aspetti positivi di tale necessità, riconosce le sfide e le difficoltà per quello che sono e poi dà il buon esempio con un atteggiamento proattivo e incoraggiante per il team, dimostrando flessibilità e adattabilità.

Riconoscere e porre rimedio agli errori (propri o degli altri)

Anche semplici piccolezze possono compromettere la credibilità come leader: ritardi di vario tipo, mancanza di follow-up su promesse o scadenze, comunicazioni trascurate. Lavorare su queste lacune aiuterà a mantenere una buona percezione dell’affidabilità.

Nel caso in cui sia un collega a commettere un errore o fare qualcosa di discutibile, però, può essere difficile sapere come comportarsi. Non è necessario né utile lamentarsi con il proprio responsabile o fare scenate, piuttosto ci si deve porre alcune domande:

In questi casi, è il dialogo onesto e basato sui fatti a dimostrare leadership, in quanto l’obiettivo è il bene del team e non critiche personali. Soprattutto per questioni minori, una leadership informale che spinge a parlare e aiutare un compagno di squadra può rafforzare la collaborazione e prevenire futuri errori, mentre si risolvono quelli riscontrati senza colpevolizzazioni: si può dare la possibilità di correggerli ai responsabili o, perché no, offrirsi di aiutare senza per forza prendere il controllo o risolverli da sé.

Lo stesso vale quando è il proprio superiore a sbagliare: si può provare a parlare direttamente in privato di un potenziale errore in arrivo, dimostrando così di avere a cuore il successo del team, oppure evitare imbarazzi in pubblico usando tattiche che permettano al capo di riorganizzare i dati e le informazioni in suo possesso, correggendo con tatto e rispettando la gerarchia una volta fatto il proprio intervento.

Chiedere aiuto

Può sembrare paradossale, ma riconoscere il bisogno di supporto da parte del resto del team non significa per forza compromettere la propria leadership, ma riconoscere di avere meno competenze per un compito per cui sarebbe più adatto un collega per via del suo ruolo o della sua indole. L’importante è sempre porre una domanda specifica e ringraziare poi sinceramente dell’aiuto ricevuto. Le persone saranno più felici di aiutare se le richieste sono chiare e poste in modo da farle sentire davvero utili.

ULTERIORI PUNTI FONDAMENTALI PER UNA LEADERSHIP DURATURA

Un leader informale sa che la collaborazione va coltivata intenzionalmente e modellare questa modalità di lavoro significa anche cercare prospettive diverse e incoraggiare un flusso aperto di feedback, evidenziando come ogni contributo possa portare a miglioramenti concreti. Si tratta di un’operazione che va a impattare sulla crescita personale, che per essere costante sicuramente necessita sia di risorse aziendali che di iniziative personali.

La fiducia generata è poi la vera chiave di volta della leadership informale. Costruirla richiede coerenza, autenticità e rispetto. Mantenere le promesse, dimostrare competenza e calore umano, evitare il pettegolezzo e ammettere gli errori sono passi concreti per diventare una figura affidabile e rispettata. Essere vulnerabili su aspetti non legati alle competenze professionali rafforza il legame umano e ispira fiducia, creando un ambiente di lavoro più produttivo e armonioso.

CONCLUSIONE

La leadership informale è una capacità che non richiede un titolo, ma una scelta consapevole di influenzare positivamente il proprio ambiente, poiché non dipende da nulla se non dalla propria volontà. Ogni interazione è un’opportunità per esercitare questa influenza, modellando la cultura e promuovendo la collaborazione.

Non serve aspettare il “momento giusto” o il riconoscimento ufficiale, si può agire ogni giorno, iniziando con piccole azioni, come ascoltare con attenzione, valorizzare le idee altrui e mostrare empatia durante le difficoltà. Un buon leader non è perfetto, ma è chi ci prova continuamente e coltivare la leadership informale trasformerà le proprie doti comunicative, la propria sicurezza e dunque anche il lavoro e le relazioni.

 

Alessia Trombini

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