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La regolarizzazione delle rassegne stampa

Sollecitato da alcuni colleghi e clienti, questa volta parlerò della regolarizzazione della produzione e della fruizione delle rassegne stampa, che da tema delicato, nell’ultimo periodo, sta divenendo anche confuso.

La scorsa settimana, Donatella Treu, amministratore delegato del Gruppo 24 Ore, durante il convegno “Crescere tra le righe”, rispondendo ad una domanda sul dibattito attorno a Google ha segnalato che ci sono anche altre questioni sulle quali soffermarsi come «le rassegne stampa, il cui uso va regolamentato».

La domanda che mi è stata posta è se questa affermazione non fa male all’iniziativa FIEG – Repertorio Promopress, cui il Gruppo 24 Ore aderisce, in quanto, la citazione “va regolamentato” fa presupporre che una regola non ci sia nonostante nell’articolo “Oscurate 19 edicole online «pirata»” del 29 aprile il Sole è stata l’unica testata che nel raccontare la vicenda ha tenuto ad evidenziare l’esistenza dello stesso Repertorio e della causa in atto con le due maggiori aziende del settore.

Inoltre, nell’ultimo numero di Prima Comunicazione è stato pubblicato l’articolo “PROMOPRESS. Allarga il tiro sull’uso delle rassegne stampa” presentando le ulteriori licenze del Repertorio oltre la ARS (Agenzie Rassegna Stampa), ovvero: “Pubbliche Amministrazioni”, “Università, Biblioteche, Enti di ricerca”, “Business”, “Associazioni ed organismi di rappresentanza” e “Enti no-profit”. Peccato però che nel sito del Repertorio Promopress cliccando le varie voci appare “In Costruzione”.

Ci si domanda quindi, se il Repertorio non era pronto alla diffusione al pubblico, perché l’Editoriale Genesis, che fa parte della schiera degli editori aderenti al Repertorio, ha diffuso anticipatamente la notizia? Così si è solo creato imbarazzo fra le licenziatarie ARS, i clienti finali (che hanno appunto contattato le proprie agenzie chiedendo lumi) e di conseguenza il gruppo di lavoro guidato da Fabrizio Carotti (direttore generale FIEG ed amministratore Promopress).

Da notare, fra l’altro, che nel dicembre del 2013, con l’annuncio dell’azione legale degli editori contro Data Stampa e L’Eco della Stampa, i rappresentanti di tali aziende si difesero pubblicamente e fra le note di allora venne evidenziata la volontà di corrispondere un equo compenso a beneficio di tutti gli editori, e non soltanto di alcuni, secondo regole certe e rispettose. Questioni riprese e ribadite nell’aprile di quest’anno.

Quindi il dibattito di questi anni non è relativo tanto ad un compenso dovuto agli editori, dove sembra siano tutti d’accordo, ma nelle regole di come ottenerlo dalle agenzie di rassegna e dai clienti finali e come distribuirlo ai beneficiari.

Pertanto, non resta che augurasi che Luca Lotti, sottosegretario con delega all’Editoria, a differenza dei suoi predecessori, sia realmente intenzionato a redigere le giuste regole per il nostro settore, con buona pace per tutti.

Enzo Rimedio

 

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